I SUPPORTI DELLA PAROLA SCRITTA

Sviluppo della scrittura


Esistono tre fasi che hanno caratterizzato in senso diacronico le strategie comunicative:
  • Prima fase: invenzione della scrittura alfabetica.
  • Seconda fase: invenzione della stampa.
  • Terza fase: scenario telematico.
Fonte: Museo dell'informatica




Nella prima fase, con l’invenzione della scrittura, l’uomo ha potuto fissare con segni scritti le informazioni su un supporto stabile (cocci, tavolette d’argilla, rotoli di papiro e di pergamena). Questo permise di liberare la
memoria collettiva e individuale di un’ enorme quantità di dati che prima di allora dovevano essere registrati nella mente.





Fonte: Museo dell'informatica





La seconda fase, si è aperta con Gutenberg che intorno il 1450 avviò, come viene definita da Elisabeth Einstein, la “Rivoluzione inavvertita” che di colpo fece del libro, fino ad allora costosissimo e non riproducibile facilmente, un bene progressivamente a basso costo e quasi popolare. Si ebbe, quindi, un bene che permetteva ad un pubblico più vasto di avvicinarsi a testi fino ad allora sentiti e raccontati a voce. 










Fonte: DigitalDivide



La terza fase riguarda la trasformazione connessa alla dimensione tecnica e anche alla dimensione mentale e possiamo aggiungere anche quella comunicativa. Gli ultimi vent’anni ci hanno traghettato in questa terza fase più breve ma non meno importante delle precedenti fasi. Il leggere oggi ha un significato più ampio rispetto a 30 anni fa. Non si attingono più informazioni solo da testi scritti ma da una molteplicità di canali: televisione, cinema, radio, giornali, Pc, e-book …  Si sta avendo un cambiamento radicale e notevole non soltanto sul contenuto delle conoscenze ma anche sul modo in cui sono organizzate cioè sulla loro forma mentis. 








Libro cartaceo o e-book?




Fonte: Bookland: viaggiando tra i libri.

Rivolgendo lo sguardo alla storia del libro e dei cambiamenti che si sono avuti nel corso della storia, nel confrontare il libro cartaceo con l’e-book mi sento di dire che nel prenderli in mano la percezione che ne ricavo è senz’altro diversa: il libro cartaceo lo percepisco con più forza perché ci sono affezionata, mi comunica qualcosa probabilmente solo per il fatto che esso ha secoli e secoli di storia e ormai appartiene al nostro immaginario collettivo; l’e-book non riesce a darmi ancora queste sensazioni, forse si potranno provare con il tempo.

Di seguito propongo due video pubblicati nella rete. 
Il primo è una parodia spagnola dell'ebook per esaltare le qualità del libro cartaceo. 
1° Video "Signori e signore vi presentiamo il Libro"



Il secondo, invece, è la presentazione di un libro digitale di nuova generazione.
Come si può notare dalla visione del video, il testo digitale è flessibile perché può essere manipolato e può offrire una nuova e molteplice testualità: una scrittura che va sempre aggiornata anche se questo può, in un certo senso, destabilizzare le persone abituate a testi completi e definiti. Oltre ad essere flessibile il testo digitale è interdisciplinare: sulla stessa pagina possono essere create molteplici associazioni con una ricchezza di rimandi (link) che fungono da elementi di comunicazione generale che nell’economia del testo sono fondamentali.

2° Video "Mike Matas: Un libro digitale di nuova generazione"





Certamente l’e-book è un nuovo strumento che l’uomo ha messo a disposizione della comunità non facendo altro di ciò che ha sempre fatto nel corso della storia: inventare, ricercare e migliorare i supporti di lettura per facilitare la comprensione del testo. Possiamo, quindi, definire l’e-book un nuovo supporto per la parola scritta che utilizza il linguaggio del testo digitale proponendo una lettura lineare, a video e con audio, corredata di immagini e interattiva.
Non si può rimanere indifferenti a questo nuovo supporto e sicuramente il futuro è il libro elettronico e pertanto non possiamo sottrarci a questo dato di fatto. Quello che è importante è di non perdere la capacità di riflettere sul testo, di pensare, di fare astrazioni e non deve preoccupare più di tanto se il testo sia su supporto informatico o cartaceo. Sarà il lettore che sceglierà l'uno o l'altro supporto a seconda delle sue preferenze e necessità.

Fonte: Dispersioni



Bisogna, comunque, avviare una riflessione importante sulla presenza e quantità di link che possono più o meno rallentare e disturbare la lettura. Per scrivere un testo digitale, infatti, ci vuole sapienza didattica e linguistica nel senso che bisogna dosare bene i linguaggi e la complessità dell’informazione che si compone di vari livelli: testo base e cornici di approfondimento.






Fonte: Pianeta Tech



Oggi si parla tanto dei nuovi testi digitali della scuola e della loro utilità.
Credo che questi, se fatti bene, possano facilitare l’apprendimento. Ad esempio nell’insegnamento della lingua inglese con un testo digitale corredato di immagini e di video rappresentanti scene di vita quotidiane, dove si possono ascoltare dialoghi e dove si può in qualche modo intervenire in maniera interattiva si sta cercando di costruire dei percorsi di lettura facilitati che consentono a chi legge di apprendere meglio quello che si vuole trasmettere.






Il prossimo video, tratto dal sito Education 2.0, illustra come può essere utilizzato un ebook dagli alunni di una classe durante una visita didattica in un museo.



In questa ricerca di facilitazione della comprensione, la scuola ha un compito fondamentale ma manca ancora agli insegnanti la consapevolezza degli strumenti, di quello che già si sa e di come possa essere rispeso all’interno di un uso più innovativo ed avanzato delle nuove tecnologie per avvicinare i ragazzi alla vera comprensione dei testi digitali che non sono più facili, di come si possa credere, dei testi solo alfabetici. 

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